Affascinante e sostenibile: l’alta gioielleria green e certificata

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Fino a un passato recente, alta gioielleria e sostenibilità sembravano argomenti molto distanti. Il lusso, simbolo di unicità e prestigio, talvolta poneva poca attenzione all’ambiente, mentre l’universo green simboleggiava etica e solidarietà. Tuttavia, il lusso ha sempre valorizzato l’alta qualità, la tradizione artigiana e il rispetto per il "fatto bene". I cambiamenti sociali e ambientali degli ultimi decenni e la crescente attenzione dei consumatori alle tematiche green hanno trasformato il comparto. Oggi, sia le aziende che i consumatori finali mostrano grande interesse per gli acquisti responsabili. Conoscere un prodotto, la sua storia, tracciarne la filiera e verificare la qualità delle materie utilizzate è diventato un must per i brand e la clientela. Anche l’high jewelry segue questo diktat, considerandolo un plus.

L'importanza delle certificazioni nella gioielleria sostenibile

Oggi, creare un gioiello sostenibile ed esteticamente bello è imprescindibile per le Maison più rinomate del pianeta. Queste utilizzano certificazioni autorevoli per dimostrare la qualità delle pietre e dei metalli preziosi impiegati. Tra queste, il Kimberley Process (KP) è un’iniziativa internazionale che favorisce la trasparenza e la supervisione nell’industria dei diamanti, eliminando il commercio di pietre insanguinate. L’Institute for Responsible Mining Assurance (IRMA) garantisce che le estrazioni minerarie avvengano in modo responsabile, assicurando prestazioni sociali e ambientali etiche. Il Responsible Jewellery Council (RJC), fondato nel 2005, è il leader mondiale nella definizione degli standard per l’industria della gioielleria. È incentrato sulla trasparenza e sulle pratiche responsabili in etica aziendale, diritti umani, sociale e ambientale.

Le certificazioni delle pietre preziose

Per certificare e valutare le pietre preziose esistono enti che forniscono una descrizione dettagliata delle caratteristiche fisiche come il colore, il taglio, la purezza e il peso, le famose 4C. I principali enti di certificazione sono IGI (International Gemological Institute), GIA (Gemological Institute of America) e HRD (Hoge Raad voor Diamant). Ogni certificato IGI include una descrizione dettagliata delle 4C del diamante e una garanzia di autenticità che ne attesta l’integrità etica. Il GIA è specializzato nella valutazione della cromia e utilizza una scala alfanumerica per descrivere il colore di una pietra in modo preciso, mentre l’HRD esamina e certifica la qualità dei diamanti naturali e sintetici.

L'alta gioielleria e l'impegno green

L’alta gioielleria deve essere certificata per essere davvero green. Deve ridurre gli impatti negativi sull’ambiente e sulla salute, a partire dal sito produttivo. Il Diamante vanta la prestigiosa certificazione RJC, che lo inserisce nella catena di fornitura di grandi gruppi nazionali e internazionali. Maurizio Martone e la moglie Roberta Bardon, fondatori del brand, pongono grande attenzione alla qualità delle pietre e dei materiali selezionati. Riconoscono l’importanza delle certificazioni che attestano l’eticità dei diamanti e dei metalli usati e si impegnano per un ambiente di lavoro sano e accogliente. Questo impegno rende il turnover del personale praticamente nullo. “Un gioiello firmato Il Diamante” – sottolineano Roby e Maury – “nasce dal cuore e dalla testa. Per questa ragione desideriamo che tutte le nostre creazioni siano esteticamente belle, ma anche sostenibili”.

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